GIOCA IN CASA LA NUOVA PROPOSTA DI TRUSSARDI ALLA SCALA

Roberto Conti

Cambiamento nel segno della continuità per la proposta di ospitalità a tavola della palazzina Trussardi nel cuore di Milano. Finita l’epoca degli chef di fama (prima Andrea Berton, arrivato proprio con il Trussardi alla Scala alle due stelle Michelin; quindi Luigi Taglienti, che di stella ne ha mantenuta una), la famiglia bergamasca del Levriero ha deciso di affidare la proposta gastronomica del ristorante ubicato al primo piano a Roberto Conti, già secondo – in gergo, sous - chef – di ambedue le prime firme sopracitate. Dopo sette anni di lavoro oscuro Roberto Conti diventa quindi la prima firma ­ la griffe, per rimanere in tema ­ di una proposta gastronomica che “rende attuale e moderna la tradizione italiana grazie ad abbinamenti pensati per essere al servizio del gusto nella ricerca dell’eleganza e dell’armonia dei sapori".

BUONE MANIERE NEL BISTROT DI FAMIGLIA

Al Bistrot la famiglia Trezzi al completo mamma Alison pap Sergio ed i figli gemelli Fabio e Davide

Dopo avere avuto esperienze diverse, ma tutte in qualche modo attorno al mondo della ristorazione e dell’accoglienza, la famiglia Trezzi ha unito le forze per aprire Al Bistrot in quel che Santa Maria Hoè, piccolo paese in provincia di Lecco ma equamente distante (anche in termini di tempo di percorrenza, una mezzoretta, da Bergamo, Milano e Como). Dopo tanto girovagare Sergio Trezzi, il capofamiglia, ha deciso di mettervi radici una dozzina di anni orsono. Con lui la moglie Alison ed i figli Fabio e Davide, ambedue sommelier professionisti. In cucina Luca Signorini, non di famiglia ma di casa, socio nell’avventura, ai fornelli del Bistrot da più di sette anni.

CUCINA PARMENSE DOVE SOSTO’ L’EROE DEI DUE MONDI

Alda Zambernardi e Marco Negri del Garibaldi di Cant

L’imbeccata l’abbiamo avuta dall’amico giornalista Rocco Lettieri, lucano d’origine ma ormai canturino fino al midollo (o quasi). Guarda che a Cantù, ce lo stava dicendo da un po’ di tempo, c’è un ristorante che merita considerazione. Ma non aspettarti cucina brianzola anche se al primo anno di partecipazione al concorso indetto dal Comune i coniugi Negri si sono aggiudicati il trofeo per la miglior casoeula. No, Marco e Alda, che di cognome da nubile fa Zambernardi, sono di Parma ed alla cucina della loro terra si ispirano. Sono arrivati a gestire Il Garibaldi, insegna storica nella piazza centrale di Cantù - l’Eroe dei Due Mondi nelle sue scorribande arrivò a sostare anche qui – dopo aver lasciato i rispettivi impieghi, lui bancario lei antiquaria ed avere maturato una prima esperienza nel mondo della ristorazione in provincia di Parma. Ebbene, all’inizio di questo 2015 ci siamo finalmente decisi a seguire quel consiglio ed eccoci a raccontare di una cucina che quell’oretta li vale tutti, e con gli interessi.

IN COLLINA L’ARTE ARRIVA NEL PIATTO

Milly Miola alle spalle una sua opera e Mario Cornali

Da alcuni anni Mario Cornali, cuoco a patron del ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo (è sulla strada per la Roncola), ha dato sfogo alla sua passione per l’arte ospitando a rotazione nella sale del locale delle piccole personali di artisti, molti dei quali anche amici e tutti amanti del connubio tra l’arte pittorica e quella gastronomica. Mai però si era cimentato nella loro fusione come è avvenuto nei giorni scorsi quando ha presentato la pittrice che per i prossimi tre mesi esporrà le sue opere.

QUANDO LA CLASSICITA’ E’ UN VALORE TUTT’ALTRO CHE STANTIO

Fabio Silva e Roberto Brioschi del Derby Grill dell Hotel De la Ville di Monza

La concessione esterofila è solo nei nomi. Il Derby Grill dell’Hotel De la Ville è un ristorante italianissimo in tutto e per tutto. E quello dei nomi non è l’unico aspetto che potrebbe trarre in inganno. Anche l’ambientazione, con quella ridondanza di antichità ad enfatizzare la storicità della struttura (la sala da pranzo è tutta rivestita in boiserie in rovere) può indurre a pensieri gastronomici “d’antan”. Invece niente - anche nella classicità delle proposte al piatto che traggono ispirazione dalla cucina classica e tradizionale - ha il sapore del passato. Tutt’altro, c’è freschezza e modernità perfino nel risotto con luganega magra, la ricetta monzese più tipica, e nella costoletta alla milanese, che viene poco battuta (la carne nel cuore rimane al rosa) ed è opportunamente dorata lentamente nel burro chiarificato. L’autore è Fabio Silva, cuoco di origine partenopea da anni professionalmente brianzolo e da tempo responsabile dei fornelli del Derby Grill.

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