SUL BALCONE BRIANZOLO BUONE MANIERE IN STILE TIROLO

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Maggio 2016

I coniugi Stuerz Marinella e Walter de la Piazzetta di MontevecchiaI terrazzamenti, dove un tempo trovavano posto i vigneti e le coltivazioni di erbe aromatiche (rosmarino e salvia soprattutto), sono rimasti praticamente tutti. Li si ammirano, pensando a quanta fatica sono costati agli avi, salendo verso il meraviglioso antico borgo di Montevecchia in Brianza, una balconata naturale da cui si gode un panorama a perdita d’occhio ed a 360 gradi. Dalle finestre de La Piazzetta, il ristorante che gode della miglior fama, la vista si apre sul lato verso Milano e la pianura (dalla parte opposta si ammira il Resegone ed una bella fetta di Prealpi ed Alpi). Locale piccolo, nemmeno una trentina di coperti, con ambientazione ed atmosfera piacevole ma decisamente d’antan (una rinfrescata non guasterebbe). Più del compassato padrone di casa, il bolzanino Walter Stuerz, approdato alla Piazzetta con la moglie Marinella (invece siciliana) nel 1998, a dare maggior vivacità provvede la cucina che senza particolari concessioni alla modernità sa essere tuttavia fresca ed attuale. Pochi fronzoli, ingredienti buoni lavorati ed abbinati con cura ed armonia, senza distorsioni. In qualche passaggio gioverebbe al gusto un po’ di grinta ma nel complesso la cucina si esprime su buoni livelli (più che buoni considerando il conto che per un pasto completo si attesta sui 35-40 euro vini esclusi). 

UN GOVERNATORE DI CLASSE AI FORNELLI DEL CARLO MAGNO

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Aprile 2016

Beppe Maffioli del Carlo Magno di Colleabeato BSC’è un motivo se il ristorante Carlo Magno di Collebeato, alle porte di Brescia, è sempre rimasto nel limbo del circuito dei gourmet? L’unico plausibile è che, essendo percepito come un locale dedito ai banchetti, sia poco predisposto al servizio quotidiano alla carta. Niente di più sbagliato. Là, sulla cima del colle che cinge ad oriente il territorio del Franciacorta Docg c’è invece un signor ristorante, benissimo governato ai fornelli da Beppe Maffioli, cuoco di indubbio valore. La sua è una cucina tecnica ma senza estremismi se non nel rigore della selezione delle materie prime, nella precisione della loro elaborazione, nell’ideazione degli abbinamenti. Nei piatti di Maffioli si legge questo approccio estremamente professionale che si avvale di un altro valore aggiunto distinguibile: il forte legame con il territorio (anche in questo percorso ha dimostrato di sapere interpretare prima e meglio di altri l’evoluzione della ristorazione). E le due cucine separate, l’una dedicata ai banchetti, l’altra in esclusiva per il servizio alla carta, garantisce che non vi sia sovrapposizione alcuna tra i due momenti, così da viaggiare in contemporanea senza che l’una possa influenzare l’altra. 

 

FORMULA FORTUNA, PIZZA E SFIZIOSITA’ DA GOURMET

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Maggio 2016

Luca Mariani a destra con la moglia Sonia ed il cuoco Simone LivraghiLa Fortuna del viandante per la bassa cremasca vale una proposta gastronomica, e più estensivamente un locale, che non ti aspetti. Senza dimenticare tradizioni e radici, Luca Mariani ha trasformato la storica insegna da trattoria di famiglia in un ristorante con pizzeria d’impronta contemporanea. L’ha fatto puntando certo sul rinnovamento dell’ambiente e sul’approntamento di un servizio più fresco e moderno (in sala sovrintende il figlio Filippo), ma soprattutto rimettendo mano alla cucina affidata alla moglie Sonia affiancata dal giovane cuoco Simone Livraghi. Di più, inserendo anche la proposta di pizze gastronomiche realizzate in prima persona con meticolosa cura nella scelta degli impasti, nella loro lievitazione, nelle cotture, nello studio dei condimenti. Ne è scaturita una proposta in primis di qualità ed anche varia, in grado di soddisfare le varie esigenze. Ci si può dunque sbizzarrire scegliendo un menu di stile convenzionale che può iniziare con il petto di quaglia caramellato con zucca mantecata, proseguire con i classici tortelli cremaschi, concentrarsi sulle pantagrueliche bistecche con osso. Non manca la possibilità di costruire un percorso ittico che vede come piatto centrale il pescato del giorno. Tutto apprezzabile ma noi vi consigliamo di costruire un percorso diverso approfittando della proposta dell’innovativa proposta “cucina è cucina”. Anche a locale pieno - ed è spesso pieno - arrivano nei giusti tempi una serie di elaborazioni a sorpresa. Piccole, ma neanche tanto piccole, portate.Optando per la degustazione più breve (6 sfiziosità) ecco arrivare: baccalà mantecato con pomodorini; salmone marinato con finocchi; gamberi in pasta kataifi; asparago in tempura; tartara di Fassona; polenta e alici del Cantabrico. Quindi si può proseguire con la pizza alta nelle versione “New Mediterranea” (con impasto rosso), oppure con la “Nostrana” con Salva Cremasco e luganega, la “Baccalà” con pasta al nero di seppia. Pizze realizzate con impasti ed abbinamenti studiati, servite a spicchi conditi uno ad uno. Dopo le entrèe descritte una pizza alta in due è sufficiente a soddisfare un appetito medio. Per il percorso gastronomico così costruito, aggiungendo magari un dolce (ottimo il sorbetto ai mirtilli) si spendono 30-35 euro a coperto. Di buon impegno anche la lista dei vini che presenta anche alcune etichette di ricerca.

Schermata 2016 05 19 alle 11.53.50

Schermata 2016 05 19 alle 11.47.32 

Ristorante Pizzeria La Fortuna

via Ponte Rino 6

Campagnola Cremasca (CR)

tel.0373.74711

chiuso lunedì e martedì

www.la-fortuna.it

LEGGIADRO GIARDINO, MA CHE SOSTANZA

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Maggio 2016

da sinistra Susy Tezzon e Annamaria VedovelliDato il nome, non poteva che essere una storia di donne quella del Giardino delle Esperidi, piccolo e civettuolo locale ubicato tra le viuzze del centro storico di Bardolino. A pochi minuti dai “divertimentifici” del Garda, qui si respira tutt’altra aria. Perché se la definizione di civettuolo è riferita all’amorevole cura dell’ambiente e del servizio, ecco che la cucina e la cantina sono altrettanto gradevoli ma tutt’altro che appariscenti: sono invece sostanza, conoscenza ed impegno. Le tre Esperidi in questione, tenacemente rimaste sole a gestire il locale, sono Susy Tezzon e le sorelle Marilena ed Annamaria Vedovelli. La Susy, all’accoglienza ed ai vini, è l’anima estrosa e leggiadra del ristorante; le dà una mano in sala Annamaria, precisa e compassata. Marilena, più riluttante a mostrarsi, è la wonder-woman dei fornelli. Nella minuscola cucina fa miracoli: i piatti, realizzati con materie prime stagionali e di qualità, sono ben curati, fantasiosi senza eccessi, equilibrati e di sostanza. C’è anche territorio, che qui significa anche pesce d’acqua dolce fornito dal pescatore di fiducia. Giustamente il menu non segnala la specie perché secondo periodo e pesca può capitare che la scaloppa servita con le verdure anch’esse stagionali (questo è ancora periodo di broccoli della varietà fiolaro) sia di coregone, di trota lacustre (rara), luccio, o salmerino come è capitato con soddisfazione a noi.

 

IL MARCHESINO DEL GARDA HA IL SAPORE DEL ROLLY

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Maggio 2016

Stefano Baldelli del Marchesino BistroDa pochi giorni c’è un Marchesino anche sul Garda. Ma il divin Gualtiero Marchesi, che pure ha già fatto visita come noi al locale che apre i battenti sul meraviglioso lungolago di Gardone Riviera, qui non c’entra nulla. Certo il nome può indurre a pensarlo, tuttavia a fugare ogni dubbio interviene il patron Stefano Baldelli, già titolare del Rolly di Manerba, insegna di un certo impegno che ha momentaneamente chiuso, dice, per il desiderio di “dare una svolta alla vita professionale semplificando l’offerta gastronomica”. Vale a dire che qui al Marchesino, non per nulla definito Bistrot, si è liberato delle sovrastrutture da ristorante-gourmet per intraprendere un percorso più easy soprattutto negli elementi accessori, ambiente, servizio, cantina. In armonia la semplificazione del menu ha ridimensionato la ricerca dell’espressione creativa ma di certo non le fondamenta che vengono invece ribadite e se possibile enfatizzate nella ricerca della qualità della materia prima proveniente per lo più da piccoli ed appassionati artigiani e contadini. Ingredienti affidati all’interpretazione di Davide Garbin, cuoco bresciano traslocato da un lago all’altro (era al Garbin’s di Sulzano d’Iseo). Dal menu attuale si segnalano il crudo e cotto di coregone con crema di cavolfiore e uova di trota; le linguine di grano duro con calamaretti spillo “sporchi”; il galletto arrosto con petto e coscia in cottura dedicata; la torta di rose con zabaione estivo. Con stuzzichino iniziale e piccola pasticceria si spendono per il menu descritto 50 euro. Dalla lista dei vini etichette frutto di scelte personali, non scontate, proposte a prezzi ricaricati senza eccessi. Sempre pochi i coperti, massimo una trentina, con la possibilità di pranzare o cenare all’aperto nella piazzetta fronte lago. Ed al servizio patron Stefano Baldelli con il solito buongusto ed i modi gentili ed eleganti, da “Marchesino”.

Linguine con calamaretti spillo Crudo e cotto di coregone

Marchesino Bistrò

lungolago D’Annunzio 44

Gardone Riviera (BS)

Tel.0365.21440

chiuso martedì.

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