DOPO LA BRESAOLA ANCHE LA BRISAOLA PARLERA’ BRASILIANO?

La Rigamonti, azienda di proprietà della brasiliana Jbs, lancia sul mercato la “Nuova Brisaola Antica Tradizione”

Stefano Masanti titolare della MaSul finire dello scorso anno sui banconi della grande distribuzione è comparso un nuovo prodotto firmato dalla Rigamonti di Montagna (SO), la più grande azienda di produzione di Bresaola della Valtellina Igp. Il marchio ha ormai poco a che vedere con la zona d’origine essendo da alcuni anni passato nelle mani dei brasiliani della Jbs, leader mondiale delle carni e già fornitore della materia prima. E’ ormai arcinoto che la stragrande maggioranza della Bresaola della Valtellina Igp è ottenuta da carni che provengono dall’altro capo del mondo. E’ tutto legittimo, l’indicazione geografica protetta tutela e disciplina il processo di lavorazione e non la provenienza della materia prima. Inutile dunque sorprendersi, semmai a tutelare maggiormente il territorio d’origine dalle “invasioni” foreste avrebbero dovuto provvedere tempo addietro gli stessi valtellinesi, i loro rappresentanti, le istituzioni. Ma ora come la mettiamo con l’ultima trovata della Rigamonti che ha immesso sul mercato la Nuova Brisaola Antica Tradizione (nel nome c’è già una contraddizione, nuova o antica? Ma che importa…) con tanto di firma del fondatore Francesco. Brisaola sì, avete letto bene, come da come tradizionale della Valchiavenna, zona cui la storia ascrive la paternità di questo straordinario salume che nasce dalla necessità di conservare le carni per essere consumate durante il lungo inverno. Nel breve percorso dalla Valchiavenna alla Valtellina, la brisaola non ha cambiato solo il nome ma anche la ricetta, ed è facile intuire che questa mutazione non sia stata determinata dai pochi chilometri di viaggio, quanto dalla trasformazione da prodotto artigianale, quale era e continua a essere in molti caso in Valchiavenna, al salume industriale che è diventato in Valtellina. 

INGRUPPO.BG.IT FINO AL 30 APRILE

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In 19 ristoranti di qualità menu tutto compreso a 55 e 110 euro

Ezio Gritti al centro e la novita di Ingruppo.bg.it edizione 2017E’ ripartirà lunedì 16 gennaio per terminare il 30 aprile la promozione di Ingruppo.bg.it, associazione che vede da alcuni anni aggregate le insegne più blasonate della bergamasca, quelle che secondo gli ideali degli stessi promotori dell’iniziativa si riconoscono prima di tutto nella qualità della cucina che le loro tavole riescono ad esprimere. Una qualità senza frontiere, non inquadrata in schemi prefissati per tipologia ma libera di essere interpretata secondo creatività e spinta motivazionale partendo tuttavia dai medesimi concetti di base: eccellenza degli ingredienti, attenzione e cura nella preparazione delle vivande, degli ambienti e della mise en place, nell’intento di raggiungere la massima soddisfazione del gusto Così sintetizzati appaiono principi che tutti i ristoratori coscienziosi dovrebbero non solo condividere ma anche praticare. Il difficile però sta appunto nel saperli tradurre nella pratica quotidiana, arrivando a coniugarli in una sintesi soddisfacente e gratificante. Ecco perché, spiegano i ristoratori di Ingruppo, la maggior parte delle candidature di adesione pervenute nel corso degli anni sono state rispedite al mittente con il dovuto garbo ma anche con fermezza. “La nostra è un’associazione tra ristoratori non supportata da nessun aiuto esterno nata spontaneamente in un momento di crisi per cercare di mantenere saldi i valori della buona cucina - dice Giuliano Pellegrini ideatore dell’iniziativa - nel tentativo di trovare anche una risposta autonoma alle tante sollecitazioni promozionali che ci venivano sottoposte (il riferimento a Groupon è chiaro, ndr). Non c’è una chiusura aprioristica a nuovi ingressi ma chi si candida deve convincere la maggioranza di noi di possedere caratteristiche compatibili e coerenti con la nostra filosofia. la valorizzazione della buona tavola e dell’accoglienza per veicolare un messaggio di qualità in modo concreto, invitando tutti a scoprire le nostre case a fronte di una spesa sostenibile. Esistono sicuramente molti altri bravi professionisti della ristorazione meritevoli di attenzione ma spesso propongono un servizio diverso, anche per fascia di prezzo medio, fattore che non va ovviamente sottovalutato”. Dunque rispetto alla fondazione ed alla prima edizione che risale ormai a 5 anni orsono, le insegne di Ingruppo.bg.it sono salite solo di quattro unità, passando da 15 a 19. 

BUON RICORDO: ENTRANO DUE NUOVE INSEGNE LOMBARDE

Ci sono anche il ristorante dell’ Hotel Camino a Livigno (Sondrio) ed il ristorante 13 Giugno Brera a Milano, tra le nuove 8 insegne che dal 2017 entrano a far parte dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, associazione fondata nel 1964 che ora conta più di un centinaio di locali sparsi per tutto il Belpaese. Nata per salvaguardare le tante tradizioni e culture gastronomiche italiane che rischiavano di scomparire davanti alla moda allora in auge della cucina internazionale, ancora oggi il sodalizio promuove e valorizza la cucina del territorio realizzata privilegiando i prodotti a km zero ben prima che diventassero di moda. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale (che deve essere tenuta in carta tutto l’anno), che viene donato agli ospiti perché si ricordino della piacevole esperienza culinaria provata.

Informazioni: Unione Ristoranti del Buon Ricordo

Tel. 02 80582278 - www.buonricordo.com - info@buonricordo.com

UN SARACENO CONQUISTA TAIWAN

Roberto Proto con il tema di cucina aTaiwanTrasferta orientale per Roberto Proto, cuoco e patron del Saraceno di Cavernago, ristorante con cucina prettamente di pesce da tre anni insignito della stella Michelin. Nella seconda metà dello scorso novembre, chiamato da uno dei più importanti imprenditori locali nel settore delle costruzioni e delle gestioni immobiliari, ha portato il suo stile di cucina a Taiwan, all’interno dell’Eagle Restaurant ospitato all’interno dell’omonimo grattacielo residenzial-commerciale. “E’ la prima volta che lascio il mio ristorante per una trasferta così lunga ed impegnativa – dice Proto – ma ho colto l’opportunità per mettere alla prova me stesso ed al contempo il team di cucina che è rimasto a Cavernago per una settimana ed oltre senza la mia presenza. Ebbene devo dire che su entrambi i fronti ho ricevuto risposte positive: cucinare all’atro capo del mondo, avvolti in un’atmosfera ed in una cultura gastronomica assai diversa è stato affascinante, e molto istruttivo; d’altro canto mi ha riempito di soddisfazione anche constatare che in mia assenza il Saraceno ha lavorato senza ripercussioni.

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