cosa bolle in pentola

 

Cafè e Ristorante Trussardi alla Scala: TRUIT, celebrazione del miglior “saper fare” italiano nel food&beverage attraverso la valorizzazione di alcuni prodotti e la presenza di alcuni Ambassador dell’eccellenza italiana nel mondo.

A tenere a battesimo la prima edizione ci sarà un prestigioso special gourmet guest: MARIO GAMBA, patron del Ristorante “Acquarello” di Monaco di Baviera, ad ottobre, insignito del “Falanghina del Sannio Chef Award 2015” come migliore chef italiano all'estero.

Il 19 Novembre chef Roberto Conti del Ristorante Trussardi alla Scala lo ospiterà per una cena nel nome dell’eccellenza. I due Stellati realizzeranno alcuni dei loro piatti iconici dando vita ad una contaminazione di sapori capace di valorizzare le loro affinità e differenze. Uno solo l’obiettivo: esaltare la cucina italiana.

GAMBACONTI

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                    giù le mani dalla padella, parola di Agnelli

giu le mani dalla padella vertSecondo gli ideatori potrebbe diventare il primo Presidio Slow Food non food. Scusate il gioco di parole: non si tratta di una contraddizione ma dell’iniziativa lanciata nei giorni scorsi da Pentole Agnelli, l’azienda di Lallio leader per la produzione degli strumenti di cottura da sempre più utilizzati ed indispensabili in cucina, le pentole appunto declinate in tutte le forme ed i materiali possibili, dalle casseruole, forse più rappresentative della cultura gastronomica italiana, alle padelle. Proprio queste ultime sono state riprese nello slogan che l’azienda ha coniato per lanciare l’iniziativa “non toccatemi la padella” che in breve ha già raccolto l’adesione di numerose associazioni del settore in rappresentanza di migliaia di professionisti del settore. Durante l’ultimo Host, la fiera del settore Ho.Re.Ca., hanno sottoscritto il manifesto i rappresentanti della Fic e della Nic (Federazione e Nazionale Italiana Cuochi), i pasticcieri della Fip (Federazione italiana pasticcieri), gli chef di Eurotoques-Italia capeggiati da Enrico Derflingher. E molti altri, a titolo personale, hanno già firmato l’adesione durante la fiera e le serate che sono state organizzate durante le “Cene del Piacere” che sono state organizzate nella sede di Lallio. Ed alle quali ha dato il suo contributo Niko Romito, in ordine di tempo l’ultimo cuoco ad essere stato insignito dalla Michelin con le Tre Stelle. Abruzzese, le ha ottenute per il suo Casadonna Reale di Castel di Sangro, un ristorante ma anche un laboratorio, un albergo ed una scuola di cucina. Già la cucina, chi ha avuto modo di provarla si è reso conto della estrema ma elegantissima semplicità, di legame fortissimo con il territorio, di ricerca del gusto essenziale attraverso l’attenzione maniacale della selezione delle materie prime e della loro elaborazione. Minimalismo nelle presentazioni e massimalismo nel gusto hanno caratterizzato tutto il menu che si è aperto con misticanza alcolica con mandorle (una ventina di erbe spontanee condite con un gocce di Gin), per proseguire con pancetta e sedano rapa (due cubi da unire in un gioco di grande gusto), zuppa di funghi (brodo di rara concentrazione), tortelli con ragù (il piatto meno entusiasmante per un problema nato dalla tempistica di preparazione e riposo dell’impasto), verza e patate (food cost ridotto al minimo ma grandioso risultato organolettico). Proprio quest’ultima chiusura con un dolce realizzato con un ridottissimo apporto zuccherino, l’essenza a base di frutta secca, gelato alla genziana e crema di frutto della passione. Naturalmente anche Romito, come tutti i presenti, ha apposto la propria firma sul manifesto che è un “inno per la tutela della cucina italiana che ha proprio nella padella il suo emblema, il suo simbolo principale”. Parole di Angelo Agnelli che affianca il padre Baldassare nella conduzione dell’azienda. giu le mani dalla padellaNonostante il successo degli strumenti atti alle cotture alternative, primo fra tutti quella sottovuoto ultimamente tanto di moda, se si chiede ad un cuoco di ogni ordine e grado quale sia l’attrezzo a cui è più legato, la risposta è certa: la padella. Magari quella con cui ha mosso i primi passi in cucina, oppure quella che gli ha consentito di preparare un piatto particolare, od ancora quella con cui ha ricevuto un riconoscimento particolare. “Spadellare è il gesto dinamico che più di ogni altro definisce la cultura gastronomia italiana, ne è la sua prima ed inconfondibile caratteristica. La padella è irrinunciabile: è la sintesi della fatica, della ricerca, della scienza che è dietro l’atto di cucinare. La padella è il luogo dove un cibo ne incontra altri, sublimandone caratteristiche e qualità per dare vita a piatti originali ed unici. E’ anche il luogo dove si stabilisce l’alleanza tra il cuoco, il cibo ed il fuoco”. Esagerando un po’, si può definire il luogo sacro dove si materializza l’atto del cucinare all’italiana. “Oggi più che mai, grazie anche ad Expo, la nostra cucina è al centro della scena mondiale. E’ quindi doveroso prendere spunto da questa visibilità per tutelare le eccellenze che fanno parte di un bagaglio di tradizione inimitabile, della nostra cultura in cucina. Noi pensiamo, e come noi abbiamo già avuto modo di appurare la pensano la stragrande maggioranza dei cuochi, che la padella sia importante al pari degli straordinari giacimenti gastronomici che sono vanto dell’Italia”. Per leggere il manifesto al completo e per sottoscriverlo: www.pentoleagnelli.it

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