IL SILVER AWARD 2016 PREMIA MELOGRANELLO

La International Wine & Spirit Competition (IWSC) ha annunciato oggi i vincitori della competizione 2016, premiando i migliori spirits, ed assegnando a Melogranello® il “Silver Award 2016”. La IWSC Ltd, il cui presidente 2016 è Matteo Lunelli, coinvolge brand ambassador quali Arthur Nägele, Bernhard Schäfer, Colin Harkness, Dave Hughes, Fabien Laine, Jo Burzynska, Katherine McEachnie, Matias Chiesa, Michèle Shah e Peter Muscet; da oltre 47 anni giudica vini e spirits combinando il giudizio organolettico a quello chimico-analitico.

Melogranello“Il riconoscimento assegnato a Melogranello® da IWSC ci riempie di gioia.” hanno dichiarato Flavio Pezzoli ed Angela Battaglia ideatori di Melogranello® e fondatori di Quadigex. “Ottenere un riconoscimento ufficiale ed internazionale quale quello assegnatoci oggi da IWSC – afferma Pezzoli – oltre a dare prestigio al nostro lavoro è anche un elemento di distinzione qualitativa che ci rende sempre più fiduciosi che la strada intrapresa ci porterà ad ulteriori soddisfazioni”. “La nostra partecipazione a Prowein 2016 a Düsseldorf lo scorso Marzo, ci ha confermato che il nostro liquore può essere gradito anche a livello internazionale. Gli operatori di 37 paesi che hanno visitato il nostro stand assaggiando Melogranello® ci hanno infatti invitato a continuare la nostra sfida perché, a loro parere, il gusto innovativo e particolare di Melogranello® può trovare facilmente il gradimento dei consumatori e bartender esteri”. Il concorso IWSC prevede un processo di valutazione strutturato e rigoroso; la selezione dei premiati per la categoria spirits 2016 ha coinvolto giudici di reputazione internazionale: Rachel Barrie, Steve Beal, Ian Chang, Tobias, Gorn, Peter Holland, Dave Hughes, Mark Jennings, Arthur Nägele, Eddie Nara, Martine Nouet, Olivier Paultes e Colin Scott.

La genesi di Melogranello® è decisamente curiosa. L’idea nacque nel 2012 grazie ad un melograno coltivato in vaso su un terrazzo a Milano i cui frutti vennero utilizzati per fare un liquore da regalare ad amici durante la cena di Natale. Una breve ricerca di mercato rivelò che pochissimi liquori al mondo erano realizzati sulla base di questo ricco frutto e Pezzoli, utilizzando vari motori di ricerca, scoprì inoltre che la parola “melogranello” non esisteva! Iniziò così la sua sfida intuendo l’enorme potenziale del prodotto ed avviandone la produzione su larga scala affidandola a Distillerie Peroni Maddalena di Gussago (BS). Flavio Pezzoli e Angela Battaglia concludono con i dovuti riconoscimenti ai loro partner di questa sfida: “Vogliamo ringraziare i fratelli Andreoli e Maddalena, dell’omonima Distillerie Peroni Maddalena che, curandone la produzione, rappresentano un elemento determinante per la qualità ed il successo di Melogranello®”.

AGOSTO AI GIARDINI DI PAPRIKA E CANNELLA: FRESCHE DELIZIE MEDITERRANEE CON UN TOCCO DI SARDEGNA 

Per la prima volta il celebre ristorante di zona porta Venezia, ritrovo modaiolo e della "Milano bene”, rimane aperto tutto agosto per soddisfare i palati più esigenti che rimangono in città.

Una gradita sorpresa per l’affezionata clientela del salotto culinario dall’atmosfera mondana condotto dalla coppia Davide Paderi e Giovanna Taddei: per tutto agosto il ristorante resta aperto per soddisfare gli habitué de Ai Giardini Paprika e Cannella con la sua proposta di golosi piatti della tradizione italiana e mediterranea, con una particolare declinazione al meglio della Sardegna. Una formula che dal 2008, anno in cui i due hanno rilevato la gestione dello storico spazio, è riuscita a conquistare la “Milano bene”, il vasto pubblico modaiolo e il popolo friendly che anima la zona, tutti uniti nel piacere di passare una serata a base di ottimo cibo in un ambiente capace di accogliere con cura chiunque lo frequenti. D’altronde non è un caso che chi viene a cena si esprima semplicemente con “vado a mangiare da Davide”, un veterano nella direzione di molti noti ristoranti milanesi che con stile e cordialità riesce a far sentire tutti a casa propria, con il plus di proporre una serie di pietanze che si ha voglia di tornare a gustare.

prew rist005L’ambiente ha da poco subito un piccolo restyling tra boiserie francesi per i vini e nuova pavimentazione (ma nei prossimi mesi vedrà delle sorprendenti novità), per dare ancora più agio agli oltre 120 coperti con tanto di squisita saletta riservata per sedici persone, mentre sulle pareti si possono ammirare le splendide fotografie di Giovanna (al momento una serie di scatti food porn che ritraggono chef e volti noti), professionista titolata dall’indubbio estro creativo. Ai Giardini Paprika e Cannella è senza dubbio una tappa imperdibile per buongustai che grazie alla maestria del giovane chef Mauro Bizzarro (per otto anni nelle cucine di Giacomo Milano) possono godere di una food experience per palati esigenti.

Nel menu stagionale spiccano tra gli antipasti gli imperdibili classici “mare crudo” (gamberi gobbetti al lime, scampo di Mazara del Vallo, carpaccio di tonno rosso, tartare di salmone e ricciola, ostrica con bagnetto rosso) o il “mare caldo” (insalata di polpo alla catalana, salmone confit con cremoso di barbabietola e cipolla rossa brasata, crema di ceci con gambero rosso al vapore, spiedini di seppia in panure aromatica e gambero gratinato al pistacchio); il tortino di alici del Mediterraneo al crumble di pistacchi di Bronte, melanzane, mozzarella di bufala campana e olio al pomodoro e basilico o la tartare di salmone irlandese al fresco di limone, insalatina di finocchi e chutney di mango al rhum scuro e cannella. Spettacolare e assolutamente da provare la parmigiana di melanzane con vellutata di basilico e pomodorini confit così come la norcineria di Camaiore Pr osciutto toscano DOP Bonuccelli tagliato al coltello o la mortadella al tartufo del salumificio B.B.S o il culatello nostrano di Novellara servite con gnocco fritto.

IL FARO DI LEVANZO (EGADI) PARLERA’ BERGAMASCO

L’imprenditore Stefano Malafarina si è aggiudicato il bando battendo Gualtiero Marchesi e Patrizio Bertelli

Da sinistra Alessandro Martinelli e Lorenzo MalafarinaQualcuno aveva già messo in giro la voce che sarebbe stato lui, il “divin” Gualtiero Marchesi decano dei cuochi italiani, ad aggiudicarsi la gara per la gestione del faro di Capo Grosso sull’isola di Levanzo come degli altri che lo Stato, attraverso il Demanio, ha deciso di affittare ad imprese private. Qualcun altro aveva ipotizzato che il probabile vincitore del banco sarebbe stato invece Patrizio Bertelli, patron di Prada, già proprietario di una bella fetta dell’isola più piccola dell’arcipelago siciliano delle Egadi. Battendo questi colossi nei rispettivi campi, ad aggiudicarselo è stato invece il bergamasco Lorenzo Malafarina, titolare della SeventySeven, azienda con sede in città, in via Frizzoni, che si occupa di investimenti nel settore alberghiero. Dopo avere lavorato per importanti tour operator ed in gioventù essersi occupato dell’organizzazione di concerti e spettacoli, Malafarina ha gestito in prima persona alberghi di prestigio sparsi nel Mediterraneo, da Lampedusa a Maratea. Cedute quelle attività ad importanti gruppi alberghieri, ha fondato appunto lì’azienda che ora dirige per dedicarsi all’apertura di nuove strutture di piccole dimensioni ma di alto livello di servizio che appartengano alla categoria che i francesi definiscono “maison d’hotes”, ovvero una particolare forma di ospitalità che prevede l’accoglienza in stile famigliare ma ad alto tasso di raffinatezza. Può darsi sia stata questa interpretazione del modello di ospitalità a far breccia nelle varie commissioni che hanno avuto il compito di scegliere a chi aggiudicare il bando? “In parte anche questo aspetto può avere avuto una certa importanza – dice Stefano Malafarina - ma credo che sia stato fondamentale conoscere ed applicare con precisione gli aspetti tecnici del bando. 

FLOATING PIERS SUL LAGO D’ISEO

CUSTODI E MAESTRI DEL GUSTO SFILANO IN “PASSERELLA”

Salame di Monte IsolaIl pesce è certamente il protagonista assoluto della tradizione gastronomica di Monte Isola. Per secoli la pesca e la conservazione del pesce, degli agoni che diventano “sarde essiccate del lago d’Iseo” come da recente istituzione del Presidio Slow Food, è stata la fonte di reddito degli abitanti dell’isola (per saperne di più ci si può rivolgere alla famiglia Soardi, vedi altro articolo in questa pagina). Un’economia che si è sviluppata anche nell’attività correlata della produzione di reti. Eppure, in un’economia per così dire egemone, ed insieme alla produzione di olio extravergine d’oliva che pure fa parte della cultura alimentare dell’isola, si è radicata un’altra produzione caratteristica, quella del salame di tipo Monte Isola. Due fattori lo distinguono: è molto magro (il grasso quasi non si vede ed è, come la carne, tagliato a freddo ed al coltello); ed al gusto marca la l’affumicatura cui viene sottoposto prima dell’asciugatura e della stagionatura. Così lo si è sempre fatto nelle case degli isolani. E così, seppure con gli accorgimenti tecnologici che la legislazione impone per poterlo commercializzare, lo producono al Salumificio Monte Isola (è in località Senzano; tel.030.9886292). Duilio ed Emiliano Turla, padre e figlio, con il socio Franco Moretti, lo producono nel loro laboratorio artigiano con molta cura partendo da carni di suino pesante italiano. I tagli nobili, soprattutto quelli della coscia (che costituisce il 70%), vengono accuratamente rifilati e tagliati a mano. All’insacco in budello di manzo in pezzature medio piccole (da 300 a 700 grammi) segue l’affumicatura in locali dotati di camino con legno d’ulivo, alloro e bacche di ginepro. La stagionature nelle cantine sotterranee arieggiate mediante l’apertura delle finestre (l’aria del lago fa molto bene al processo di affinamento) si protrae per 40-50 giorni, un tempo relativamente breve perché i salami sono di piccola pezzatura ed essendo molto magri tendono ad asciugare più velocemente. 

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