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COMUNICATO CORSORZIO DI TUTELA DEI VINI DI VALTELLINA

LA VALTELLINA A GOURMARTE 2017 

Si rinnova per il 4° anno la collaborazione con Fiera Bergamo per la partecipazione a Gourmarte, la kermesse dedicata ai migliori prodotti enogastronomici del paese. 

Per i vini di Valtellina viagra online usa rappresenta una vetrina interessante ed un’ulteriore opportunità di farsi conoscere e intrecciare relazioni propositive con altre realtà vitivinicole e non solo. La possibilità di abbinare i vini della nostra zona con piatti elaborati da famosi chef di caratura internazionale, sottolinea la versatilità e la contemporaneità di questi prodotti che sanno regalare impressioni positive a chi già li conosce e a chi li avvicina per la prima volta. 

La Valtellina enologica dopo aver lavorato tanti anni per ottenere una grande qualità globale, si pone oggi in primo piano nel presentare la biodiversità dei propri vini ricchi di personalità, di freschezza e di originale finezza. 

Il merito è di un territorio unico, in grado di valorizzare al meglio un vitigno come il nebbiolo, coltivato con il massimo della naturalità sopra gli spettacolari terrazzamenti della Valtellina. Una Valtellina enologica, quindi, "nel posto giusto, al momento giusto", capace di generare vini complessi, ma non complicati, molto apprezzati dagli esperti del settore, ma che sono graditi, piacevolmente, anche dai consumatori contemporanei e del futuro. 

La Valtellina è giovane, la Valtellina è natura, ma è anche fantasia, è tradizione in movimento, è inclusiva identità. Perché la Valtellina del vino è certamente classica, ma aperta all’innovazione, è favorevole all’ibridazione e soprattutto capace di essere pop, esclusivamente per tutti, “nel posto giusto, al momento giusto”, con vini unici e, in particolare giusti. 

Pertanto, l’obiettivo finale è quello d’intrecciare e connettere il meglio del nostro passato nel futuro, con linguaggi, parole rappresentativi di una storia e di un’aggiornata narrazione. 

Quella della Valtellina del futuro e del suo Nebbiolo delle Alpi. 

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COMUNICATO CONSORZIO TUTELA DEL viagra best buy reviews ROERO

Il giovane Consorzio di Tutela del Roero, che è stato riconosciuto con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 marzo 2014, si occupa di un’area vitata compresa in 19 comuni e superiore ai 1.000 ettari, da cui si ricava annualmente una media di bottiglie che supera i 6 milioni. 

La Docg Roero, istituita nel 2005, si articola in due vini: il Roero (anche nella versione Riserva), vino rosso a base di uve nebbiolo, e il Roero Arneis (anche Spumante), vino bianco a base dell’omonima uva. 

Con la recente approvazione del nuovo disciplinare di produzione, sono state introdotte due rilevanti novità. La prima consiste nell’istituzione del Roero Arneis Riserva, tipologia importantissima per far conoscere ai consumatori le pregevoli doti di maturazione negli anni di quest’autoctona uva bianca. La seconda è relativa alla creazione delle MGA, ossia, sulla scia dell’esperienza già effettuata nelle aree del Barbaresco e del Barolo, della definizione di 135 cru il cui nome potrà essere riportato in etichetta: ognuno di questi vigneti potrà così esprimere in modo preciso e documentato la personalità del vino che se ne ricava, variabile a seconda di terreni, altitudini ed esposizioni. 

Il Consorzio, presieduto sin dalla sua istituzione da Francesco Monchiero, si sta attivamente occupando della promozione dei propri vini e della loro immagine sia in Italia sia all’estero, attraverso proprie manifestazioni enologiche, partecipazione a fiere e mostre, attenta e aggiornata presenza sui social network. 

Tra gli impegni di maggiore rilievo, oltre all’attuale presenza con bottiglie di 25 produttori diversi a GourmArte, si sta avvicinando la nuova edizione dei Roero Days, che si terranno l’8 e 9 aprile 2018 nella prestigiosa sede del Castello di Guarene. È prevista la partecipazione di oltre 2.000 appassionati, giornalisti e operatori del settore, che, tra Laboratori di degustazione e dibattiti, potranno avere un contatto diretto con i ben 67 produttori presenti con il loro banco aziendale. 

Per info: 

www.consorziodelroero.it 

e-mail: info@consorziodelroero.it 


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COMUNICATO FRANCIACORTA UNIONI DI PASSIONI

IL FRANCIACORTA 

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia, ad aver ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Oggi la parola Franciacorta identifica il territorio, il vino e il metodo di produzione, che risponde a rigide e scrupolose norme volte a certificare l’assoluta qualità di questa eccellenza italiana. 

LA FRANCIACORTA 

La Franciacorta si trova nel cuore della Lombardia, a due passi da Milano, affacciata sulle sponde del Lago d’Iseo, in un’area di circa 200 chilometri quadrati che comprende 19 comuni della Provincia di Brescia. Le sue dolci colline, delimitate ad ovest dal fiume Oglio e a nordest dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche, devono le loro antichissime origini ai ghiacciai che, ritirandosi oltre 10.000 anni fa, hanno creato l’anfiteatro all’interno del quale ha preso vita la Franciacorta. 

LA STORIA 

La storia del Franciacorta ha origini molto antiche e radicate in un territorio dove la coltivazione della vite è stata una costante: dall’epoca romana al periodo tardo-antico, fino al pieno medioevo, le condizioni pedoclimatiche hanno sempre favorito la crescita dei vigneti. 

Il catasto napoleonico del 1809 fotografa una realtà con oltre mille ettari di terreni specializzati nella produzione di vini “mordaci”, come vennero definiti dal medico bresciano Girolamo Conforti nel “Libellus de vino mordaci”, e quasi altrettanti ettari di vigneti promiscui con altre colture. Negli anni a venire le produzioni vitivinicole crebbero senza sosta fino ad eccedere di gran lunga le necessità della popolazione, dando così il via alle prime attività commerciali. In questa realtà all’inizio degli anni ’60, il giovane enologo Franco Ziliani, con la produzione della prima annata di “Pinot di Franciacorta”, diede il via al passaggio dalla produzione amatoriale di vini con le bolle e di vini spumanti ante litteram, alla moderna e codificata attività produttiva di Franciacorta. 

Nell’arco di pochi anni, nel 1967, giunse il primo riconoscimento ufficiale con il Decreto del Presidente della Repubblica, che qualificò la Franciacorta quale zona a Denominazione di Origine Controllata (DOC), mentre dovrà passare ancora un ventennio perché i 29 produttori decidano di associarsi e dare vita, il 5 marzo del 1990, al Consorzio Franciacorta. 

IL NOME 

Il nome Franciacorta ci riporta a una storia lontana, avvolta da un enigma su cui ancora si ama fantasticare. L’ipotesi più accreditata è quella che lo lega alle “franchae curtes”. Si narra infatti che dopo l’arrivo dei monaci Cluniacensi nell’undicesimo secolo, di cui abbiamo testimonianza nel monastero in San Pietro in Lamosa, il territorio beneficiò di esenzione dai dazi. Il toponimo “Franzacurta” comparve per la prima volta negli annali del Comune di Brescia del 1277 per identificare l’area compresa tra il fiume Oglio a ovest e le prime propaggini delle Alpi Retiche, che dividono la Val Camonica dalla Val Trompia, a est. Completano i confini della Franciacorta il lago d’Iseo a nord e il Monte Orfano a sud. 

SOSTENIBILITÀ IN FRANCIACORTA 

In Franciacorta sono sempre più numerose le vigne coltivate secondo il regolamento biologico, che aumentano di pari passo alla sensibilità dei produttori e alla loro volontà di salvaguardare il futuro del territorio. Moltissime aziende, dalle grandi alle piccole, si impegnano ogni giorno con costanza nell’intento di dare un significato più ampio alla qualità del proprio vino, che oltre alle proprietà organolettiche comprenda anche il rispetto degli elementi più preziosi per la vita: l’acqua, la terra e l’aria da salvaguardare il più possibile per le generazioni future. Ogni passo compiuto verso questo grande obiettivo è stato supportato dal Consorzio Franciacorta attraverso numerose attività e progetti. 

Il Consorzio Franciacorta è l’organismo che garantisce e controlla il rispetto della disciplina di produzione del Franciacorta, il lavoro del Consorzio si articola in diverse attività: dalla tutela del marchio e del territorio, alla valorizzazione del prodotto attraverso un continuo lavoro sul disciplinare e sul regolamento di produzione; dall’informazione al consumatore fino alla promozione del Franciacorta quale espressione di un territorio, di un vino e di un metodo di produzione. Fondato il 5 marzo del 1990 ha sede a Erbusco, nel cuore della Franciacorta. Il Consorzio è presieduto da Vittorio Moretti e conta 117 cantine. Nel 2016 l’export ha registrato un aumento del +15%. Il principale mercato si conferma il Giappone che ad oggi costituisce il 22% del totale, seguito da Svizzera che rappresenta il 15,2%. Interessanti le performance di crescita dei vari paesi: la Germania (13,2%) supera gli USA (12,4%) con una crescita di oltre il 24%, mentre il Giappone registra un ulteriore + 16%. Sorprendente il cambiamento in atto nei Paesi Scandinavi dove l’interesse verso Franciacorta è in netto aumento: la Norvegia riporta infatti un +249%, mentre la Svezia addirittura una crescita del 514% seppur su bassi volumi. 

Anche per il 2017, Franciacorta è lieta di annunciare la partnership con Gourmarte 2017 che anche quest’anno propone un imperdibile appuntamento con il meglio dell’enogastronomia Lombarda, tra cui non può certo mancare Franciacorta. Questo Festival, capace di valorizzare molte realtà diverse ma unite sotto l’aspetto qualitativo, è senz’altro il luogo ideale per raccontare il Franciacorta e la Franciacorta, vino e territorio, dove, a due passi da Bergamo, i produttori lavorano ogni giorno per garantire un prodotto unico, di altissimo livello e sempre più apprezzato. 

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COMUNICATO CONSORZIO TUTELA DELL'ASTI

CONSORZIO PER LA TUTELA DELL’ASTI

Il Consorzio per la tutela dell’ASTI Docg è stato ufficialmente costituito il 17 dicembre 1932 e riconosciuto nel 1934 - inizialmente con il nome di "Consorzio per la Difesa dei Vini Tipici MOSCATO d’ASTI Spumante e ASTI Spumante" - adottando come marchio consortile il patrono di Asti, San Secondo a cavallo.

Il Consorzio opera per la tutela, la valorizzazione e la promozione dell’ASTI Docg e del MOSCATO d’ASTI Docg in Italia e nel mondo.

Svolge funzioni di controllo sull’intera filiera e vigila sulle contraffazioni della denominazione. Attraverso il suo laboratorio di analisi e ricerca promuove e coordina studi scientifici e innovazioni tecnologiche tese a favorire il continuo miglioramento qualitativo dell'intero ciclo produttivo.

Coordina e promuove attività di valorizzazione del territorio d’origine dell’uva Moscato bianco, la cui coltivazione si estende per circa 10.000 ettari in un'area che comprende 52 Comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Oltre 1400 ettari hanno una pendenza superiore al 40% e, di questi, 330 ettari

hanno una pendenza maggiore del 50 per cento: si tratta dei vigneti storicamente soprannominati "SORÌ", dove non è possibile utilizzare mezzi meccanici ed il lavoro viene svolto esclusivamente a mano.

All’Asti spumante è dedicata una delle cinque “core zone” dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero Monferrato, patrimonio mondiale dell’Unesco. Le aziende consorziate sono 1109 divise tra 53 case spumantiere, 1023 aziende viticole, di cui 116 vitivinicole, 17 aziende vinificatrici, 16 cantine cooperative, di cui la produzione annuale è di 85 milioni di bottiglie, di cui 54 milioni di ASTI e 31 milioni di MOSCATO d’ASTI. L’85% viene esportato.

Il presidente del Consorzio è Romano Dogliotti, il direttore è Giorgio Bosticco.

Le funzioni del Consorzio

Nel febbraio 2012 il Consorzio ha ottenuto un importante riconoscimento (Decreto Ministeriale 1778 del 27 gennaio) da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che gli ha affidato, quale unico soggetto incaricato le seguenti funzioni:

1. Espletare attività di assistenza tecnica, di proposte e di studio di valutazione economico congiunturale finalizzate alla valorizzazione della Denominazione.

2. Tutelare e salvaguardare la Denominazione da abusi, atti di concorrenza sleale e contraffazione.

3. Esercitare nei confronti di tutti i soggetti inseriti nei sistemi dei controlli della Denominazione le funzioni di tutela, promozione valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della denominazione.

4. Attuare politiche di governo dell’offerta al fine di contribuire a un migliore coordinamento dell’immissione sul mercato della Denominazione, previa consultazione dei rappresentanti di categoria.

5. Definire piani di miglioramento della qualità del prodotto.

6. Agire in tutte le sedi giudiziarie e amministrative, in Italia e all’estero, per la tutela e la salvaguardia della Denominazione e per la tutela degli interessi e diritti dei produttori.

7. Svolgere azioni di vigilanza da espletare prevalentemente nella fase del commercio.

La “Casa dell’ASTI”: Palazzo Gastaldi

Palazzo Gastaldi è la “Casa dell’ASTI”, dal 1965 sede operativa, luogo simbolo di un territorio, di un vino e di una denominazione unici al mondo. Progettato in pieno stile Liberty di fine Ottocento, conserva un’atmosfera di altri tempi con le réclame e i manifesti storici delle case spumantiere dell’ASTI Docg, l’angolo dedicato alle bottiglie di MOSCATO d’ASTI Docg, il dio Bacco in fine vetro colorato e lo splendido corrimano in ferro battuto che riprende i temi della vite e dell’uva.

Il laboratorio di analisi

Il laboratorio del Consorzio rappresenta un patrimonio per l’intero territorio e un'eccellenza a livello nazionale, in particolare nel campo della ricerca sui vini aromatici. Tra le sue principali attività: la verifica dell’idoneità analitica di partite di vino per le quali è stata richiesta la Docg o la Doc, analisi strumentali, controlli microbiologici. Il laboratorio opera nella sede distaccata di Isola d’Asti, è autorizzato al rilascio dei certificati di analisinel settore vitivinicolo, fornisce servizi di certificazione per l’esportazione e svolge studi scientifici in collaborazione con enti di ricerca e aziende.

ASTI e MOSCATO d’ASTI: le bollicine dolci piemontesi Docg più "brindate"nel mondo

L’ASTI e il MOSCATO d’ASTI possono essere considerati i due vini bianchi dolci italiani per eccellenza e occupano nella famiglia dei grandi vini piemontesi, una posizione di rilievo. L’ASTI, in particolare, è indubbiamente la massima espressione delle bollicine dolci nel mondo. L’ASTI e il MOSCATO d’ASTI sono tra i pochi vini che mantengono inalterate le caratteristiche organolettiche dell'uva, per effetto di una soffice spremitura e di una limitata fermentazione alcoolica, consentendo così di poter assaporare nel calice i profumi e gli aromi dell’una appena raccolta. Questi due vini sono associati nella mente dei consumatori a momenti gioiosi: l’ASTI in particolar modo è il vino spumante protagonista dei momenti celebrativi sia legati alle festività sia a tutte le occasioni in cui si desidera coronare un momento di felicità.

ASTI Dolce Docg

L’ASTI Docg nasce esclusivamente dal vitigno Moscato bianco. Favorito dai terreni calcarei della zona di produzione e da un microclima tipico delle zone collinari, è il frutto di tradizioni spumantiere piemontesi, conoscenze enologiche, tecniche di coltivazione e raccolta che permettono di mantenere intatto il patrimonio aromatico dall’uva al vino. Contraddistinto da un sapore muschiato, un equilibrio acido e zuccherino e una moderata alcolicità, il suo profumo intenso richiama i fiori di acacia, il glicine e l’arancio e il miele di montagna, con un sottofondo di spezie che rimanda a fiori di sambuco, di achillea, di bergamotto. Le preziose sostanze aromatiche (linalolo) prodotte dal vitigno moscato bianco nelle ultime settimane che precedono la vendemmia raggiungono il massimo accumulo nell’acino nei primi giorni di settembre, quando iniziano le operazioni di raccolta, ancora oggi compiute a mano per preservare l’integrità dei grappoli e il caratteristico aroma dell’uva, elementi che contribuiscono a rendere l’ASTI il vino spumante Dolce Docg più bevuto al mondo.

Il nuovo ASTI Secco Docg

Come per la tipologia Dolce, anche L’ASTI Secco Docg è ottenuto dal vitigno Moscato Bianco. L’ASTI Secco Docg ottiene il riconoscimento a Docg nel 2017 da un progetto di ricerca che si è avvalso delle migliori professionalità e competenze nella vinificazione e nella spumantizzazione del Moscato bianco. La tecnica di spumantizzazione alla cui messa a punto ha contribuito il laboratorio di ricerca del Consorzio di Tutela, prevede particolari condizioni di fermentazione del mosto con lieviti selezionati che portano ad avere un quadro gustativo ed olfattivo equilibrato ed armonioso. Il risultato è unico e sorprendente. Con una spuma particolarmente fine e persistente, l’ASTI Secco dona al palato una sensazione di freschezza che ne consente il consumo a tutto pasto. Al naso si possono apprezzare delicati aromi floreali (acacia, lavanda, salvia) e fruttati (mela, pera, banana). Ottimo come aperitivo, l’ASTI Secco si abbina facilmente a salumi, formaggi freschi, carni bianche, pesce, crostacei e a primi piatti, come il risotto.

MOSCATO d’ASTI Docg

In seguito all’entrata in vigore della Denominazione d’Origine Controllata e Garantita “Asti” nel 1993, le due storiche tipologie ASTI e MOSCATO d’ASTI sono state riconosciute come espressione dello stesso vigneto. Il MOSCATO d’ASTI Docg rappresenta uno dei prodotti più caratteristici della vitivinicoltura piemontese, contraddistinto dall’intenso aroma muschiato dell’uva da cui è vinificato, dal sapore delicato che ricorda il glicine e il tiglio, la pesca e l’albicocca con sentori di salvia, limone e fiori d’arancio, con una componente zuccherina e un basso tenore alcolico. Il MOSCATO d’ASTI Docg non è uno spumante, in quanto è sottoposto ad una minima rifermentazione in autoclave, che viene arrestata al raggiungimento della gradazione di circa 5% vol. Dal punto di vista della tecnologia enologica, l’applicazione della catena del freddo ha consentito di mantenere gli aromi e i sapori dei grappoli e allo stesso tempo di stabilizzare il prodotto, permettendone la conservazione e il trasporto.

Storia

1932

Il Consorzio dell’ASTI viene costituito.

1934

Il Consorzio dell’ASTI viene ufficialmente riconosciuto.

1965

Palazzo Gastaldi, conosciuto come la “Casa dell’ASTI“, è sede operativa del Consorzio.

1994

Il laboratorio di analisi interno aumenta l’operatività con strumenti scientifici all’avanguardia.

2001

La sede operativa del Consorzio si trasferisce ad Isola d’Asti, centro agricolo sulla strada che collega Asti alla parte Sud dell’Astigiano. Palazzo Gastaldi diventa sede legale del Consorzio.

2010

La sede storica di Piazza Roma ad Asti torna ad ospitare gli uffici di presidenza, direzione, relazioni pubbliche e amministrazione. Nella sede distaccata di Isola d’Asti rimangono operativi il laboratorio di analisi e l’ufficio prelevatori.

2012

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DM 1778 del 27 gennaio il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali affida al Consorzio, quale unico soggetto incaricato, lo svolgimento di importanti funzioni previste dalle leggi che regolano la produzione dell’ASTI e del MOSCATO d’ASTI.

 

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 COMUNICATO STAMPA DEGUSTAZIONI

La grande enoteca di GourmArte a cura dei Consorzi di Franciacorta, Valtellina, Roero e Asti

Imperdibili degustazioni gratuite per tutti i gusti

Si rinnova la collaborazione tra GoumArte, la kermesse dedicata ai migliori prodotti enogastronomici del Paese, e i Consorzi Fraciacorta e Vini di Valtellina. Grande novità dell'edizione di quest'anno è, invece, la partnership con i Consorzi piemontesi di tutela del Roero e dell'Asti Docg.

Una grande enoteca sarà allestita nell'Area ristorante all'interno della manifestazione dove scegliere, consigliati dalla professionalità e competenza dei Sommelier di AIS Lombardia, i vini da abbinare ai piatti elaborati dei famosi chef di calibro internazionale.

Oltre a ciò, è previsto un momento dedicato a ciascuna tipologia di vino e di territorio che verranno raccontati da esperti del settore in un percorso degustativo tutto da scoprire.

I quattro appuntamenti sono:

SABATO 2 dicembre – ore 18.30 (Area Regione Lombardia)

“Franciacorta Docg: basta il nome” - Un territorio, un metodo, un vino e le sue declinazioni

Degustazione a cura del Sommelier Artur Vaso

In collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Franciacorta

DOMENICA 3 dicembre – ore 11.00 (Area ristorante GourmArte)

“Scoprire l'Arneis con un imperdibile verticale di 7 annate” - Itinerario esplorativo del territorio a bacca bianca del Roero

Degustazione a cura del giornalista Gianni Fabrizio

In collaborazione con il Consorzio Tutela Roero

DOMENICA 3 dicembre – ore 16.00 (Area ristorante GourmArte)

“Le dolci bollicine di Natale” - Viaggio nel mondo del Moscato piemontese

Degustazione a cura del giornalista Gianni Fabrizio

In collaborazione con il Consorzio per la Tutela dell'Asti Docg

DOMENICA 3 cialis sans ordonnance dicembre – ore 18.30 (Area Regione Lombardia)

“Rossi da capogiro” - Uno straordinario percorso tra i vini dell'eroica viticoltura della Valtellina

Degustazione a cura del giornalista Gianni Fabrizio

In collaborazione con il Consorzio di Tutela Vini di Valtellina

Tutte le degustazioni sono gratuite e a numero limitato. È possibile prenotarsi scrivendo a:

selezione@gourmarte.it

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